Bibliografia tematica

Bibliografia sulle scritture popolari della Grande Guerra

Bibliografia sulla storia della scuola_fascista

Bibliografia sulle scritture infantili e scolastiche

Bibliografía: escritura popular en España

Segnalazioni Bibliografiche

  • Juri Meda, Davide Montino & Roberto Sani, SCHOOL EXERCISE BOOKS. A Complex Source for a History of the Approach to Schooling and Education in the 19th and 20th Centuries, © Polistampa 2010
    La pubblicazione raccoglie gli atti ufficiali del convegno internazionale organizzato a Macerata dal 26 al 29 settembre 2007. Nel corso dell’età contemporanea il quaderno di scuola si presenta al tempo stesso come sussidio didattico obbligatorio e come formidabile strumento di comunicazione, configurandosi come una fonte imprescindibile per sondare le culture scolastiche e i costumi educativi diffusi in determinati contesti storici. Dalle copertine ai contenuti, passando attraverso il suo stesso processo di codificazione in quanto oggetto materiale, il quaderno di scuola è in grado di restituirci aspetti preziosi della storia della scuola e dell’educazione, della didattica e della lingua, così come dei progetti educativi e politici attuati dagli stati nazionali nel XIX e nel XX secolo.
    Scheda volume in italiano
  • D. Montino, G. Gabrielli (a cura di), La scuola fascista. Istituzioni, parole d’ordine e luoghi dell’immaginario, Ombre corte, Verona, 2009
    Il libro affronta il nodo della scuola nel ventennio fascista.
    Organizzato in trentotto voci redatte da dodici ricercatori, esso tenta di articolare alcune risposte a una domanda solo apparentemente ovvia: è esistita una scuola propriamente fascista? L’indagine si sviluppa da una lato attorno agli elementi istituzionali e organizzativi che caratterizzarono gli interventi del fascismo: le peculiarità della Riforma Gentile, il Liceo Classico, l’Istituto magistrale, le Leggi razziste…; dall’altro attorno la cultura materiale della scuola del ventennio, che si modificò e subì fortissime torsioni sotto una spinta volta all’indottrinamento e alla socializzazione politica delle nuove generazioni: quindi i paragrafi sugli Elaborati scolastici, la Befana fascista, gli Arredi, la Religione, la Festa degli alberi, l’Educazione femminile, il Razzismo…
    Ne emerge un quadro che mostra efficacia e limiti del progetto fascista nel formare le mentalità, le aspettative e, cosa forse più importante, l’attitudine etica e civile delle generazioni che sono state destinatarie di quella educazione scolastica ed extrascolastica.
  • Gian Antonio Mazzocchin, Diari e lettere della grande Guerra, Zaramella real. graf., Selvazzano (PD) 2009
    Si tratta apparentemente di una edizione amatoriale fuori commercio che raccoglie una miscellanea casuale di scritture di guerra rintracciate dall’autore, un docente universitario di materie scientifiche. La più interessante sembra essere la Memoria della mia prigionia di un soldato nato a Bassano, catturato nei giorni di Caporetto, portato a Mauthausen e poi nella Galizia austriaca, morto in prigionia. Del testo, che insiste in modo sempre più drammatico sul tema della fame e degli stenti (“la debolessa e grande e non o forsa di levare neanche un chilo”), si presentano una riproduzione integrale, una trascrizione normalizzata e un commento. Viene pubblicata anche una lunga lettera-confessione dello stesso soldato, forse mai inviata, all’amata di nome Maria. (a.g.)